“C’è una cosa che soffro e che devo per forza affrontare: si tratta di quella sorta di “libertà limitata””
In questa storia Antonio ci presenta una nuova realtà, un nuovo sguardo sulla vita e sul diabete. Seguilo per condividere e divertirti con lui.
Ciao Antonio! Parlaci un po’ di te, quanti anni hai, da dove vieni?
Ciao! Mi presento, ho 22 anni, originario di Napoli, dove ho vissuto 10 anni prima di trasferirmi nel cantone italiano della Svizzera, il Canton Ticino, più precisamente a Lugano.
Adesso vivo a Pavia, dove sto studiando Ingegneria Meccanica. È stato proprio durante questo triennio che è arrivato il diabete.
Sono sempre stato un ragazzo sportivo, infatti fino a pochi anni fa praticavo pallanuoto agonisticamente; purtroppo i numerosi impegni dello sport non coincidevano con quelli universitari e così ho lasciato la pallanuoto per dedicarmi allo sport “autogestito”, mi piace fare camminate, corse ed andare in palestra. Lo sport è infatti una costante nella mia vita, ed è importante dire che è rimasto tale, senza alcuna limitazione, anche dopo l’insorgenza del diabete.
Quando e com’è arrivato il diabete alla tua vita? Come sono stati i tuoi primi passi in questo nuovo mondo?
Il diabete è arrivato ufficialmente il 16 luglio 2020, o forse venerdì 17 luglio (e quale giorno altrimenti?).. In piena pandemia, avevo passato il pomeriggio e la serata in pronto soccorso ad aspettare il mio turno, già consapevole di avere il diabete, ma speranzoso che non fosse quello in realtà. Oltre ai classici sintomi di esordio, avevo perso circa 9 kg in 3 mesi e, nonostante avessi provato a dar la colpa alla sessione di esami estiva, attraverso le ricerche su internet mi ero già fatto una diagnosi da solo.
Fin dalle prime spiegazioni del medico ho visto il diabete come un grosso peso da portarmi avanti per tutta la vita. Forse era proprio questo “per tutta la vita” a disturbarmi molto, perché non avevo mai avuto una “responsabilità” tale; posso dire di non aver realmente compreso il diabete se non dopo alcuni mesi dalla diagnosi, quando ho iniziato a realizzare l’entità della malattia che mi avrebbe accompagnato tutta la vita.
Tuttavia per mia fortuna l’ho accettato fin da subito, ho iniziato a seguire la terapia, fare la conta dei carboidrati, riprendere peso ed avere glicemie ottime. In questo processo mi ha aiutato molto un mio caro amico diabetico da tanti anni, la prima persona dopo la mia famiglia a cui ho detto di essere entrato nel “club”; è a lui che ho posto le prime numerose domande e sempre con lui ho fatto chiamate durate ore per sciogliere i miei dubbi.
Poi ho cominciato a cercare “diabete” sui social, ho scoperto tante pagine che parlavano apertamente della malattia e grazie alle quali ho imparato tante cose nuove e tutt’ora continuo ad impararne. Così ho deciso di aprirne anch’io una.
Cosa ti piacerebbe modificare della vita con il diabete? E cosa ti ha insegnato questa vita con il diabete?
C’è una cosa che soffro e che devo per forza affrontare: si tratta di quella sorta di “libertà limitata”. Ovviamente, anche con la malattia, ho la possibilità di fare qualsiasi cosa, ma devo sempre stare attento a tutto quello che faccio, non ho mai davvero un momento in cui posso staccare la spina e non preoccuparmi di nulla, c’è sempre qualcosa da calcolare.
Fortunatamente sono diventato diabetico in un periodo in cui le tecnologie stanno aiutando molto la convivenza con il diabete, ed infatti ho ottenuto fin da subito un sensore che porto al braccio che mi è di grande sostegno nella gestione del diabete, aiutandomi a prevenire una possibile ipo o iperglicemia.
Il diabete mi ha aiutato ad avere uno stile di vita più sano, mi ha anche insegnato tanto sul mio corpo e sul suo sistema endocrino e sull’alimentazione. A tal proposito credo che sia importante trovare un modo di insegnare alle persone (sia diabetiche sia non diabetiche) qualcosa in più su ciò che mangiamo, ad esempio quali sono i principali nutrienti nella nostra dieta.. Trovo che l’ignoranza su questo sia ancora tanta.
La malattia mi ha anche reso più responsabile e resiliente, mi ha insegnato che con l’impegno e senza fermarsi al primo ostacolo si può ottenere qualsiasi cosa.
Hai avuto qualche momento di stanchezza con il tuo diabete? Come lo hai risolto?
Il momento di stanchezza capita spesso, sono i momenti in cui mi piacerebbe lasciare il diabete da parte, ma questo non è possibile. La nostra vita da diabetici è fatta di alti e bassi, ma l’importante è superarli sempre.
Oltre al diabete, cosa ci puoi raccontare della tua vita? Ti piace cucinare? Qual è la tua ricetta preferita?
Oltre al diabete sono un ragazzo a cui piacciono le sfide, ho tante passioni ed interessi. Ad esempio mi piace ballare la salsa e, pandemia permettendo, vorrei prendere qualche lezione in più. Come dicevo prima ho un forte interesse per lo sport in generale e in cucina me la cavo, anche se la mia vera passione è mangiare il cibo piuttosto che cucinarlo. Se dovessi scegliere un piatto preferito per me sarebbe dura.. mi piace un semplice piatto di pasta al pomodoro se fatto bene o anche una pasta con le cime di rapa.. ma sono di bocca buona!
Ho una passione in particolare che mi ha trasmesso mio padre, preparare la pizza! Mi è capitato più volte di cucinarla per la mia famiglia così come per gli amici. Ed infatti il primo giorno in diabetologia la prima domanda è stata “Ma la pizza posso mangiarla?” , a casa abbiamo la tradizione di mangiarla una volta a settimana, e per me sarebbe stato troppo perderla.
Pizza che tra l’altro ho anche imparato a gestire alla grande, ne sono contentissimo.
Cosa vuoi trasmettere con questo tuo sito?
Ho deciso di aprire la pagina perché ho pensato potesse essere una possibilità di parlare di diabete con chi deve affrontarlo ogni giorno, con chi sa cosa provo e perché penso di poter essere d’aiuto ad altri diabetici. Mi piace alternare momenti più seri ad altri dove scherzo sulla malattia, prendendo tutto col sorriso, facendo capire che il muro che costruisce il diabete quando arriva è superabile, e che lungo il percorso sicuramente troveremo altri solchi, ma quale strada non li ha? Eppure li superiamo tutti.
Cosa puoi dire a una mamma che ha appena ricevuto il diagnostico di suo figlio?
Di rimanere serena per poter trasmettere serenità anche al figlio, che sarà un percorso difficile finché il figlio non diventerà indipendente, ma non gli sarà proibito nulla, non ci saranno limiti e che vivrà comunque una vita piena.
E cosa puoi dire a un giovane che è stato appena diagnosticato?
Gli direi che nessuno meglio di me può comprenderlo, perché anch’io sono diventato diabetico a 20 anni, gli consiglierei di cercare una o più persone col diabete, perché confrontarsi, sfogarsi con chi si trova nella nostra condizione ci aiuta tanto. Gli direi che nonostante molte abitudini cambieranno, potrà raggiungere qualsiasi sogno si sia prefissato, non sarà il diabete ad impedirglielo.
Diventerà un compagno scomodo di vita, ci farà capire che mangiare troppi dolci fa male (come a chiunque altro), a volte ci imporrà una dieta, ma ci renderà anche più forti e resilienti.
Dove possiamo trovarti nelle reti sociali?
Mi trovate su Instagram come a_bassottocontenuto, un profilo in cui parlo apertamente della malattia e scherzo su problematiche che ci accomunano tutti.
Non abbiamo molto da aggiungere, questa frase di Antonio è la chiusura perfetta: “lungo il percorso sicuramente troveremo altri solchi, ma quale strada non li ha? Eppure li superiamo tutti.”




