Da questa vita con il diabete ho imparato che bisogna fare quello che si vuole nell’esatto momento in cui lo si vuole.
La storia di Gaia e i suoi sentimenti più profondi sulla sua diagnosi e la sua vita con il diabete di tipo 1.
Chi é Gaia?
Sono Gaia ho 23 anni sono diabetica da quando ne avevo 19. Studio Chimica e tecnologia farmaceutiche e attualmente sono in Spagna per il mio Erasmus.
Quando e com’é arrivato il diabete alla tua vita? Come sono stati i tuoi primi passi in questo nuovo mondo?
Il diabete è arrivato nel 2018. La scoperta in realtà è stata abbastanza graduale perché in quel periodo facevo controlli per altre cose e la glicemia a digiuno aumentava sempre di più, fin quando non mi è stato consigliato di fare un esame del sangue post prandiale che riportò una glicemia a 480 e da lì la diagnosi. Inizialmente ero spaesata perché era un mondo a me totalmente sconosciuto e scoprivo tutto direttamente sulla mia pelle iper, ipo, cosa mangiare, cosa non fare e quindi era avvilente perché non riuscivo mai a gestire la glicemia.
A Beyond Type 1 siamo convinti dell’importanza di aumentare la consapevolezza sulla chetoacidosi diabetica. Ne hai mai avuto una? Se sì, come ha vissuto quel momento? Se no, pensi che sia importante aumentare la consapevolezza?
Per mia fortuna avendo scoperto la malattia in maniera graduale non ho mai avuto una chetoacidosi diabetica. Penso sia importante aumentare la consapevolezza dei rischi che si possono correre avendo una chetoacidosi e credo che nei presidi medici da tenere sempre con sé ci dovrebbe essere anche la macchinetta per i chetoni. È importantissimo intervenire subito anche quando il livello di chetoni è basso. Io personalmente misuro i chetoni ogni volta che supero le tre ore in iperglicemia e se vedo anche solo un numero basso mi metto a riposo e cerco di idratarmi il più possibile.
Cosa ti piacerebbe modificare della vita con il diabete? E cosa ti ha insegnato questa vita con il diabete?
Avendo avuto la diagnosi a 19 anni ho ben stampato nella memoria cos’è una vita senza diabete e per quanto si possa pensare che sia fortunata in realtà è una cosa molto limitante perchè in alcune situazione so esattamente come sarebbe stato senza diabete e la cosa mi fa soffrire ancora di più. Da questa vita con il diabete ho imparato che bisogna fare quello che si vuole nell’esatto momento in cui lo si vuole. Alcune volte la glicemia o il mio corpo non mi permettono di fare tutto quello che voglio e quindi ho imparato ad approfittarne sempre e di seguire sempre la mia testa. Questo mi ha insegnato di conseguenza a fare le cose anche da sola senza aspettare nessuno aumentando ancora di più la mia indipendenza
Hai avuto qualche momento di stanchezza con il tuo diabete? Come lo hai risolto?
Di momenti di stanchezza ne ho avuti molti e ne avrò ancora molti. La cosa che mi stanca di più del diabete è la cronicità, sapere che tutto questo non avrà mai una fine, che i controlli, le iniezioni, gli incidenti di percorso saranno una cosa giornaliera per tutta la vita. A volte mi lascio abbattere dai miei stessi pensieri mentre altre volte da questi traggo la forza di spingermi sempre a fare meglio, come se fossi in una perenne sfida con un nemico immaginario
Cosa vuoi trasmettere con questo tuo sito? Quando e perche lo hai creato?
Più che un sito per il diabete la mia pagina Instagram non è altro che una pagina che rappresenta la mia vita quella di prima senza e quella con diabete. Ho iniziato a pubblicare cose sulla mia malattia già dopo un mese dalla diagnosi perché io ero la prima a non avere consapevolezza sulla malattia. Ricordo che prima trovavo solo pagine di ragazze e ragazzi diabetici di altri Paesi. Di italiani ce n’erano pochissimi che scrivevano e pubblicavano su questo tema. Quello che voglio trasmettere è indirizzato a due categorie di persone che mi seguono. Quelli con diabete a cui voglio mostrare che una vita con il diabete è possibile e a quelli senza a cui voglio dimostrare che una vita con il diabete è possibile, ma che a volte abbiamo bisogno di una mano, di supporto e di appoggio perché ci sono molti momenti di difficoltà.
Cosa ti piacerebbe che la societá sapesse sul diabete?
Mi piacerebbe che la società sapesse come trattare questa malattia e riuscisse a far sentire a proprio agio le persone che ne sono affette. Il diabete è fatto anche di tanti momenti in cui non ci si sente a proprio agio e si ha paura di rovinare tutto a tutti soprattutto quando per gli altri sono cose normali come una serata, una cena o anche una passeggiata e quindi mi piacerebbe che nessuno debba provare queste sensazioni, soprattutto con i ragazzi e i bambini che hanno bisogno di molto supporto
Cosa puoi dire a un/a giovane che é stato/a appena diagnosticato/a?
Che la vita non sarà come la immagini nei primi mesi, che quando avrà trovato la terapia migliore non starà più cosi male, che il corpo e la mente sapranno reagire e che soprattutto non c’è niente di male a coinvolgere le persone che ci sono vicine.
Dove possiamo trovarti nelle reti sociali?
Su instagram come gaspanot1




