Interazione: insulina – esercizio fisico


 

La persona con diabete di tipo 1 non producendo insulina in maniera autonoma data l’autodistruzione delle cellule beta del pancreas che producono la stessa.

Il farmaco utilizzato per contrastare l’elevato livello di glucosio nel flusso ematico è l’insulina la quale viene iniettata nel sottocute tramite siringa preriempita o tramite pompa di insulina (microinfusori).

La funzione più nota dell’insulina è quella di regolatore dei livelli di glucosio ematico riducendo la glicemia mediante l’attivazione di diversi processi metabolici e cellulari.

Che tipi d’insulina esistono?

Le insuline differiscono per la durata di azione in: ultrarapida, rapida, intermedia, lenta e ultra lenta. Tempo di latenza e picco di azione variano in base alle formulazioni di insulina.

  • Le insuline ad azione ultrarapida agiscono immediatamente dopo l’iniezione (5 minuti), hanno un picco di azione dopo 15-30 minuti per poi degradarsi pian piano nell’organismo nelle due ore successive.
  • Le insuline ad azione rapida, d’aspetto limpido, agiscono dopo 15-20 minuti la somministrazione, hanno un picco di azione dopo i 40-60 minuti per poi degradarsi gradualmente nell’organismo dopo tre ore circa.
  • Le insuline ad azione intermedia, di aspetto torbido, agiscono tra la prima e la terza ora dall’iniezione ed hanno un picco di azione che va dalla quarta alla dodicesima ora.
  • Le insuline ad azione prolungata, anche queste di aspetto torbido, iniziano ad agire tra la seconda e la quarta ora dopo l’iniezione, mentre la loro azione si prolunga fino alle trentasei ore circa.
  • L’insulina glargina, è un tipo di insulina di recente commercializzazione che garantisce una copertura insulinemica costante per 24 ore riducendo al minimo episodi ipoglicemici.

Come iniettare l’insulina?

Le sedi preferenziali di somministrazione sottocutanea di insulina sono le regioni cutanee della parte superiore delle braccia, delle cosce, dei glutei e dell’addome. Va sottolineato che la cinetica di assorbimento dell’insulina somministrata in un arto può aumentare in modo significativo qualora lo stesso venga sopposto a un intenso esercizio fisico subito dopo la somministrazione.

L’insulina va iniettata nel sottocute, ma non nel muscolo altrimenti la sua azione è molto potente ma poco duratura; per agire essa deve sciogliersi ed attraversare, la parete dei vasi sanguigni.

Lo schema insulinico più utilizzato per far mantenere il più costante possibile la glicemia giornaliera è quello basato su tre-quattro somministrazioni sottocute di insulina al giorno: insulina ad azione rapida prima dei pasti ed insulina ad azione lenta prima di andare a dormire, oppure conoscendo i propri fabbisogni
e eseguendo la conta dei carboidrati in base alla glicemia momentanea, tramite pompa di insulina erogando un bolo stimato per ciò che si andrà ad ingerire.

Ogni diabetico ha dei fattori insulina/cho soggettivi, i quali permettono di calcolare quante unità di insulina gli occorreranno per coprire la quantità glucidica che assumerà al pasto. Per i pazienti con microinfusore lo schema terapeutico è diverso ed il paziente deve essere in grado di gestire e conoscere la patologia, e deve avere conoscenze di base fondamentali riguardanti il diabete e il microinfusore.

In questi casi il diabetico deve:

  • Conoscere l’insulina che utilizza all’interno del microinfusore.
  • Conoscere i principi nutritivi degli alimenti e saper fare la conta dei carboidrati.
  • Conoscere le nozioni basilari riguardo la terapia infusionale continua.
  • Essere in grado di programmare l’infusione e l’erogazione di insulina basale e dei boli.
  • Essere in grado di modificare la somministrazione di insulina basale e dei boli.
  • Conoscere le sedi dove va posizionata l’agocannula nel tessuto sottocutaneo.
  • Saper sostituire il set infusionale.
  • Saper identificare e gestire gli allarmi.
  • Saper gestire le emergenze (ipo e iperglicemie).

IMPORTANTE

Come detto in precedenza è sconsigliato somministrare insulina o applicare la pompa di insulina in un distretto del corpo che sarà soggetto ad uno sforzo fisico, poiché si andrà a potenziare l’effetto dell’insulina anche di 20 volte, in tal caso bisogna fare un iniezione o un bolo ridotto per evitare un’ipoglicemia durante lo sforzo stesso.

WRITTEN BY Davide Cirelli, POSTED 06/17/22, UPDATED 06/17/22

Ciao a tutti mi presento sono Davide Cirelli, ho 29 anni sono laureato in scienze motorie e sportive con specializzazione in attività motoria preventiva ed adattata. Sono diabetico dall’età di 6 anni e faccio parte come atleta di ANIAD, ovvero la nazionale diabetici italiana. Sono calciatore della nazionale oltre che per passione, runner e ciclista. Ho sempre praticato attività sportiva agonistica giocando a calcio, calcio a 5, e facendo allenamenti cross come corsa, ciclismo e palestra. Utilizzo come supporto al diabete il sensore cgm freestyle libre e come microinfusore il sistema omnipod. d.cirelli92@hotmail.it