Trovare la forza interiore: Prima traversata in mare per ragazzi con diabete.
Oggi vogliamo condividere con voi la storia di Monica, che vive con il diabete di tipo 1 da quando aveva 5 anni ed è diventata una grande nuotatrice.
Siamo convinti che questa storia toccherà i vostri cuori, e che conoscendola, ci farà condividere molte delle sue esperienze in questo viaggio con il diabete.
Parole che ti commuovono e ti motivano ad andare avanti!
Com’é arrivato il diabete nella tua vita? Come sono stati i tuoi primi passi in questo nuovo mondo
Il diabete è arrivato quando avevo solo 5 anni, bevevo tanto, dimagrivo a vista d’occhio e i miei genitori preoccupati mi hanno portata dal pediatra che mi ha fatto fare degli esami del sangue da cui è emerso che avevo la glicemia alta, quindi sono stata portata d’urgenza in ospedale per essere ricoverata. All’inizio è stato difficile, sono stati passi titubanti come quando un bambino inizia a camminare per la prima volta, comprendere a soli 5 anni perchè la mia vita stesse cambiando non era possibile, vedere la mia famiglia triste mi fece venire dei sensi di colpa, perchè mi ritenevo responsabile di quello che ci stava accadendo.
Raccontaci un po’ del tuo sito di instagram e cosa possiamo trovare.
Sulla mia pagina parlo di sport, diabete e inserisco contenuti motivazionali, mi piace fare domande ai miei follower per conoscere i loro punti di vista. Condivido con gli altri alcune mie esperienze di vita, nella speranza che possano tornargli utili.
Quando e quale è stata la motivazione per crearlo?
Ho aperto la mia pagina Instagram nel 2013, ma ho iniziato a usarla con una certa regolarità con il primo lockdown. Mi sono chiesta cosa potessi fare per rendermi utile in un periodo così difficile, dove eravamo tutti chiusi in casa, mi sono detta: “in questa situazione la gente non praticherà più attività fisica, con i relativi danni collegati alla sedentarietà”, quindi ho lanciato la challenge “PALESTRIAMO A CASA” da li non mi sono più fermata.
Cosa ti piacerebbe modificare della vita con il diabete? E cosa ti ha insegnato questa vita con il diabete?
Quello che mi piacerebbe modificare è che la vita trascorsa con questo compagno scomodo richiedesse meno attenzioni, fosse meno stressante.
Il diabete mi ha permesso di trovare la mia forza interiore, quella capacità che mi permette di rialzarmi dopo ogni caduta, senza diabete non so come e quando avrei acquisito questa capacità.
Oltre al diabete, cosa ci puoi raccontare della tua vita, ti piace lo sport e sei brava a nuoto, vero?
Si. Amo lo sport in generale perchè mi rende libera e il nuoto in particolare perchè mi ha permesso di superare i miei limiti, anche quelli impartiti dal diabete. Poi adoro creare, dipingere, colorare il mondo che mi circonda, perchè reputo che i colori trasmettano energia rigenerativa.
Raccontaci com’é stato attraversare lo Stretto di Messina.
Una grande emozione. Fino a quel giorno nessun diabetico T1 aveva affrontato un impresa sportiva del genere. Erano tutti molto titubanti sulla buona riuscita della traversata, ma io dentro di me sentivo un energia insolita, sapevo che ci sarei riuscita e che non sarebbe stato il diabete a fermarmi.
Come hai collegato il diabete con il nuoto? Hai avuto qualche ipoglicemia in piscina?
Ho dovuto studiare le reazioni del mio corpo e delle glicemie in base ai vari tipi di allenamento, sono stata la cavia di me stessa. Solo così si riesce a trovare la via migliore per affrontare la pratica regolare di un attività sportiva impegnativa come il nuoto di fondo. Ci sono stati diversi momenti DOWN in cui le glicemie scendevano molto, ma mi son serviti anche quelli per comprendere meglio cosa dovessi fare per evitare le crisi ipoglicemiche.
Hai avuto qualche momento si stanchezza con il tuo diabete? Come lo hai risolto?
Si diversi momenti di stanchezza, in cui ho detto “BASTA, NON NE POSSO PIÙ!”, ma credo che questo faccia parte della vita, non sarei umana diversamente. Il diabete è come un tarlo che non ti da tregua, a volte è veramente sfiancante e quindi qualche cedimento emotivo da parte nostra ci sta.
Quando arrivano questi momenti io mi isolo, chiudo gli occhi e cerco di visualizzare situazioni o ambienti che mi fanno star bene e poi mi dico semplicemente “PASSERÀ”.
Cosa puoi dire a una mamma che ha appena ricevuto il diagnostico di suo figlio? E cosa puoi dire a un/a giovane che é stato/a appena diagnosticato/a? A una mamma dico che non deve temere per il futuro di suo figlio, la vita della famiglia subirà inevitabilmente dei cambiamenti questo non lo si può negare, le preoccupazioni saranno tante, ma suo figlio potrà realizzare tutti i suoi sogni nonostante il diabete. Basta guardare quello che sono riuscita a fare io.
A un/una giovane invece direi che so esattamente quello che sta provando e che posso percepire tutte le emozioni che lo/la attraversano, perchè le ho vissute anche io. Ci vorrà tempo ma anche lui/lei riuscirà a scoprire che dentro di se ha una forza interiore enorme, che gli permetterà di superare i momenti di difficoltà che il diabete metterà sul suo cammino e che la vita va vissuta sempre al massimo delle potenzialità che ognuno di noi ha.
Dove possiamo trovare il tuo contenuto?
Potete trovare informazioni che mi riguardano sul mio sito www.monicapriore.it




